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Mekong
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top
Il mwdqMê Kông (chiamato dai mwdgvietnamiti mwdwCửu Long, in mweatibetano mweqDza-chu, in mwegcinese mwewMéigōng Hé, mwfa湄公河, e in mwfqtailandese mwfgMae Nam Khong, แม่น้ำโขง) è il mwfwfiume più lungo e importante dell'mwgaIndocina e uno dei maggiori dell'mwgqAsia; è il settimo mwggfiume più lungo del mondo e il dodicesimo in termini di portata (475mwgw km³ annui): la sua lunghezza stimata è pari a 4.880mwha km e il bacino ha un'ampiezza di 810.000mwhq km². Dall'mwhgaltopiano del Tibet il fiume attraversa la provincia mwhwcinese dello mwiaYunnan, la mwiqBirmania, la mwigThailandia, il mwiwLaos, la mwjaCambogia e il mwjqVietnam. Le forti variazioni stagionali della mwjgportata d'acqua e la presenza di rapide e mwjwcascate ne rendono difficoltosa la navigazione.
Contents
• Il corso
• Tibet
• Yunnan
• Cambogia
• Vietnam
• Note
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Il corso
Tibet
Le sorgenti del fiume e la sua esatta lunghezza sono di difficile individuazione, il tratto iniziale raccoglie le acque di diversi affluenti situati in un'area difficilmente accessibile dell'mwlqaltopiano del Tibet. Secondo un'indagine della China Science Exploration Association il fiume nasce dalla sorgente di Lasagongma 33°42′31″N 94°41′44″Emwma33°42′31″N, 94°41′44″E nei pressi della città di Ganasongdou, nei monti Jifu nel Distretto di Yushu (Provincia di mwmqQinghai) ad un'altitudine di 5.224mwmg m mwmws.l.m.cite-ref-2[2] L'Accademia Cinese delle Scienze ha individuato invece la sorgente del fiume sul fronte settentrionale del monte Guozongmucha, dal quale si snoda attraverso la parte sud-occidentale della provincia cinese di mwoqQinghai.
Una precedente esplorazione dell'antropologo e documentarista francese Michel Piessel aveva identificato l'origine nel fiume nel passo Rupsa (collocato più a ovest a 4.975mwow m mwpas.l.m.)cite-ref-3[3] Dalla difficoltà dell'individuazione della sorgente nasce la difficoltà di determinare la lunghezza del fiume e vengono citate lunghezze variabili tra i 4.350mwqq km e i 4.909mwqg km. La zona in cui nasce si trova nella Riserva Nazionale Naturale di Sanjiangyuan, letteralmente "dei tre fiumi", dalla quale nascono anche il mwraFiume Giallo ed il mwrqFiume Azzurro. L'alto corso del Mekong si snoda nella parte orientale dell'altopiano tibetano, dove viene chiamato in mwrgtibetano mwrwརྫ་ཆུ (mwsatraslitterazione Wylie: mwsqrDza chu, in pinying tibetano: mwsgZa Qu, che può essere reso in italiano con Za Ciu).
Yunnan
Entra poi nella Provincia dello Yunnan, dove viene chiamato mwugLáncāng Jiāng in mwuwcinese, che significa "fiume turbolento". Appena entra nello Yunnan, le sue profonde gole, quelle del mwvaSaluen e quelle del Fiume Azzurro formano la cosiddetta "mwvqarea protetta dei tre fiumi paralleli", un grande parco che si estende su una superficie di 1.698.400mwvg mwvwettari.cite-ref-4[4] Tale parco, che ospita 80 rare specie mwxaanimali a rischio di estinzione ed oltre 7.000 specie mwxqvegetali diverse, è stato definito dall'mwxgUNESCO la più ricca area al mondo di mwxwbiodiversità ed è stato inserito nel 2003 nella lista dei mwyapatrimoni dell'umanità.cite-ref-wwf-5-0[5]
Dopo essere uscito dalle zone di alta montagna entra in una zona collinare e attraversa la mwzgprefettura autonoma dai di Xishuangbanna, dove bagna il capoluogo mwzwJinghong. Quando esce dalla Cina, il fiume si trova ad un'altitudine di soli 500 mwaam s.l.m.
Tra Laos e Birmania
Il fiume prosegue verso sud delimitando per circa 200mwca km il confine naturale tra mwcqBirmania e mwcgLaos, immerso in una fitta giungla posta tra colline di difficile accessibilità e scarsamente abitate. Al termine di questo tratto, nei pressi della cittadina thailandese di mwcwChiang Saen, riceve le acque del fiume mwdaRuak in corrispondenza della regione chiamata mwdqtriangolo d'oro. Questo punto delimita la separazione fra l'alto corso e il basso corso del fiume ed è il luogo dove si congiungono i confini di Thailandia, Laos e Birmania. In Birmania il Mekong viene chiamato မဲခောင္မ္ရစ္, traslitterato Mè‘kaung Myit, mentre in Laos prende il nome ແມ່ນ້ຳຂອງ, traslitterato mɛː nâːm kʰɔ̌ːŋ (con la mwdwò aperta ed allungata), letteralmente Khong, madre delle acque. L'appellativo mweamae nam viene assegnato in Thailandia ed in Laos a tutti i fiumi maggiori.
Tra Laos e Thailandia
In seguito il Mekong segna il confine tra Laos e Thailandia scorrendo verso sud. In mwfwlingua thailandese viene chiamato mwgaMenam Khong, in lingua thai แม่น้ำโขง, traslitterazione IPA mɛː nâːm kʰǒːŋ (a differenza del laotiano, in thai si pronuncia con la mwggó chiusa ma anch'essa allungata). Si inoltra nel Laos prima di un'ampia curva che piega ad est. Anche la zona posta tra il confine laotiano-thailandese a Chiang Khong e mwgwLuang Prabang si snoda tra colline scarsamente abitate ed è navigabile, malgrado le difficoltà costituite da diverse rapide e dai frequenti massi affioranti.
Poco prima di mwigLuang Prabang il fiume compie una curva ad U e si dirige verso sud-ovest. Dopo la città si dirige a sud e si allarga notevolmente, la portata rimane molto irregolare ma da questo tratto in poi il fiume è più facilmente navigabile nella stagione delle piogge, rappresentando una delle vie di comunicazione principali del paese. Nei mesi secchi la navigazione è più difficoltosa per il basso livello delle acque. Circa cento chilometri prima della capitale laotiana mwiwVientiane, il fiume curva verso est e torna a seguire per diverse centinaia di chilometri il confine tra Laos e Thailandia. Nei pressi di Vientiane è stato inaugurato nel 1994 il mwjaprimo ponte dell'amicizia thai-lao, il primo dei quattro ponti costruiti sul fiume lungo la frontiera tra i due Paesi.
Il mwkgsecondo fu inaugurato nel 2006 tra mwkwSavannakhet e mwlaMukdahan, il mwlqterzo nel 2011 tra mwlgThakhek e mwlwNakhon Phanom ed il mwmaquarto nel 2013 a nord tra mwmqBan Houayxay e Chiang Khong. Dopo aver attraversato Vientiane un nuovo curvone indirizza il fiume verso sud. Nella parte meridionale del Laos si inoltra nuovamente nel Paese, nella zona di mwmwPakse dove fu inaugurato nel 2000 il mwnaponte omonimo, l'unico sul Mekong che collega due rive laotiane. Prima del confine cambogiano il fiume si allarga sensibilmente formando la regione di Si Phan Don (lett. quattromila isole). Le successive spettacolari cascate di mwngKhone Phapeng segnano il confine con la Cambogia.
Cambogia
In Cambogia il fiume è chiamato mwpwMékôngk oppure mwqaTonle Thom (grande fiume). Le cascate di Sambor sopra mwqqKratié sono l'ultimo ostacolo per la navigazione. Appena prima di mwqgPhnom Penh vi è la confluenza con il fiume mwqwTonle Sap, il principale affluente cambogiano. Dopo Phnom Penh il fiume si divide in due rami, il mwraBassac e il Mekong vero e proprio, che entrambi confluiscono nel mwrqdelta del Mekong in Vietnam.
Vietnam
In vietnamita, l'intero fiume è chiamato Mê Kông, la parte che attraversa il Vietnam per contro è chiamata Sông Cửu Long (fiume dei nove dragoni). Il Bassac viene chiamato mwtaHậu Giang, letteralmente fiume posteriore, mentre il ramo chiamato Mekong in Cambogia in Vietnam è chiamato Tiền Giang, fiume anteriore. I due rami si ricongiungono nel mwtgdelta del Mekong, formato da 9 bracci che sfociano in mare in prossimità di mwtwHo-Chi-Minh.
Inquinamento
Il fiume Mekong presenta gravi problemi di mwuginquinamento dovuto agli scarichi di oltre 200 siti industriali, in particolare si rileva la presenza di mwuwmetalli pesanti e di mwvaarsenico.cite-ref-6[6] È inserito nella lista dei dieci fiumi più inquinati al mondo.cite-ref-7[7] In Vietnam il problema dovuto all'arsenico interessa anche le acque di pozzo destinati all'uso mwxqpotabile. Contrariamente a quanto spesso si afferma, la pesca abbondante e l'attività di acquacoltura svolta nel delta del Mekong non sono indici di salubrità delle sue acque.
Sfruttamento idroelettrico
Negli ultimi decenni si è cominciato a sfruttare il fiume per ricavarne energia da mwyacentrali idroelettrichecite-ref-8[8], in particolare dalla Cina nell'alto corso e più recentemente dal Laos con la diga Xayaburi. Quest'ultima, in particolare, rappresenta una minaccia per l'mwzqambiente e per l'economia agricola e peschiera del fiume per i milioni di persone che vivono lungo le sue rive, anche in stati più a sud (Cambogia e Vietnam). Sono presenti però anche molte spinte per sviluppare nuove fonti di energia elettrica per le popolazioni che, nel sud-est asiatico, vivono tuttora senza accesso alla mwzgcorrente elettrica in quanto troppo costosacite-ref-9[9].
Curiosità
Note
cite-note-igs-11. mw3w(mw4amw4qEN) mw4gmw4wReconfirmation on Identification of True Source and Headwater of Lancang Jiang (Mekong River), su mw5ashangri-la-river-expeditions.com mw5q(archiviato dall'mw5gurl originale il 14 settembre 2010).
cite-note-22. ↑ mw6g(mw6wmw7aEN) mw7qmw7gFinal determination of the source o the Mekong River (mw7wmw8aPDF), su mw8qjac.or.jp.
cite-note-33. ↑ mw9qmw9gmw9wSource of the Mekong - Royal Geographic Society of Great Britian, su mw-ashangri-la-river-expeditions.com. mw-qURL consultato l'11 febbraio 2008 mw-g(archiviato dall'mw-wurl originale il 27 dicembre 2007).
cite-note-44. ↑ mw-wmwaqamwaqeFonte: UNESCO, su mwaqiworldheritagesite.org mwaqm(archiviato dall'mwaqqurl originale il 3 gennaio 2009).
cite-note-wwf-55. ↑ mwaqg(mwaqkmwaqoENmwaqs) mwaqwSalween River mwaq0Archiviatomwaq4 il 22 ottobre 2012 in mwaq8Internet Archivemwara., sul sito web del mwariWWF
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cite-note-77. ↑ mwar4mwar8mwasaSul Nilo per “toccare” l’impatto della plastica di uno dei 10 fiumi più inquinati al mondo, su mwaselifegate.it. mwasiURL consultato il 24 settembre 2021.
cite-note-99. ↑ mwatuMichelle Nijhuis, mwatyImbrigliare il Mekong o distruggerlo?, in mwatcNational Geographic Italia, Maggio 2015, pp.mwatg 52-73.
Bibliografia
• O. Nalesini, “Il Mekong come via commerciale nella percezione di missionari, mercanti e colonizzatori europei (secc. XVI-XIX)”. In mwatwMercanti e viaggiatori per le vie del mondo, [a cura di] Giovanna Motta. Milano, FrancoAngeli, 2000, p.mwat0 358-378;
• mwat8(EN) Mingsarn Kaosa-ard, John Dore: mwauaSocial challenges for the Mekong Region, Chiang Mai, Social Research Institute of Chiang Mai University, 2003.
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Mekong
Collegamenti esterni
• Charnvit Kasetsiri: mwaukWill the Mekong Survive Globalization?, documento PDF su charnvitkasetsiri.com